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IPv4 e IPv6 nei proxy: cosa cambia per siti, app e rilevamento

Pubblicato il · 4 min di lettura

Ogni connessione a internet usa un indirizzo IPv4, un indirizzo IPv6 o entrambi. Per chi usa i proxy la differenza non è solo tecnica: cambia quale indirizzo vede il sito, come lo valutano i sistemi anti-abuso e quali errori possono svelare il tuo IP reale. Ecco cosa sapere, senza gergo inutile.

IPv4 e IPv6 in breve

IPv4 è la versione storica degli indirizzi IP: 32 bit, circa 4,3 miliardi di combinazioni, ormai esaurite. Per questo gli operatori, soprattutto mobili, fanno condividere lo stesso IPv4 a molti clienti tramite il CGNAT. IPv6 usa 128 bit: gli indirizzi sono così tanti che ogni connessione riceve un intero blocco (prefisso), di solito un /64.

IPv4IPv6
Lunghezza32 bit128 bit
Esempio203.0.113.252001:db8:8c03::1b7
Indirizzi disponibiliCirca 4,3 miliardiPraticamente illimitati
Sulle reti mobiliCondiviso tra molti utenti (CGNAT)Blocco assegnato alla singola connessione
Supporto dei sitiTuttiMolti, ma non tutti

L'adozione cresce ma è molto diversa da paese a paese: ad aprile 2026 circa metà degli utenti di Google si collegava in IPv6, con punte intorno al 73% in Francia e valori intorno al 17% in Italia.

Come viene scelta la versione: IPv6 se c'è, altrimenti IPv4

Una connessione dual stack ha entrambi gli indirizzi. Quando apri un sito, il sistema chiede al DNS sia l'indirizzo IPv4 sia quello IPv6: se il sito ha un IPv6 si prova prima quello e, se non risponde entro una frazione di secondo, si passa all'IPv4. È il meccanismo chiamato Happy Eyeballs, usato dai browser moderni.

Con un proxy questa scelta non la fa più il tuo computer, ma il proxy: è lui a risolvere il dominio e ad aprire la connessione verso il sito. Il sito vede quindi l'IPv6 del proxy se entrambi lo supportano, altrimenti il suo IPv4. Che la rete di casa tua abbia o no IPv6 non conta.

Cosa cambia per il rilevamento

  • IPv4 mobile: dietro CGNAT lo stesso indirizzo è usato da molti utenti reali, per questo le piattaforme sono prudenti prima di bloccarlo.
  • IPv6 e prefissi: i sistemi anti-abuso ragionano per blocco, non per singolo indirizzo. Cambiare solo la parte finale di un IPv6 non ti fa sembrare un utente diverso.
  • Gli «IPv6 proxy» economici sono quasi sempre blocchi di datacenter: milioni di indirizzi dello stesso provider, facili da riconoscere dall'ASN. Il confronto tra le tipologie è in Proxy mobili, residenziali e datacenter.
  • IPv6 di un operatore mobile: ha l'ASN dell'operatore ed è lo stesso tipo di indirizzo che riceve un normale smartphone, quindi per il sito è una connessione mobile come tante.
La versione dell'indirizzo conta meno della sua origine: un IPv4 o un IPv6 di un operatore mobile raccontano la stessa storia, un IPv6 di datacenter resta un IP di datacenter.

Le perdite IPv6: l'errore più comune

Si parla di perdita (leak) quando una parte del traffico non passa dal proxy e il sito vede il tuo indirizzo reale. Con IPv6 capita più spesso di quanto si pensi:

  • App che ignorano il proxy: il browser passa dal proxy, ma un'altra app o un servizio di sistema esce direttamente, spesso in IPv6.
  • WebRTC nel browser: può rivelare gli indirizzi della rete locale e quelli pubblici, compreso l'IPv6.
  • VPN o strumenti che gestiscono solo IPv4: il traffico IPv4 è protetto, quello IPv6 esce in chiaro dalla tua rete.

Per controllare apri Il mio IP passando dal proxy: gli indirizzi IPv4 e IPv6 mostrati devono essere quelli del proxy, non quelli di casa tua. La verifica completa, con WebRTC e DNS, è in Come testare un proxy.

Come usare bene un proxy mobile dual stack

  1. Lascia scegliere al sito: non forzare IPv4 o IPv6 se non hai un motivo preciso. Il proxy usa IPv6 dove serve e IPv4 ovunque.
  2. Usa nomi di dominio, non indirizzi IP, negli script e negli strumenti: così il proxy può scegliere la versione giusta.
  3. Con SOCKS5 fai risolvere i domini al proxy (socks5h in cURL e in molte librerie). Le differenze tra protocolli sono in HTTP o SOCKS5.
  4. Evita strumenti datati: SOCKS4 e alcuni programmi vecchi non supportano IPv6.
  5. Controlla l'uscita con il proxy checker, che mostra IP e versione usata.

Domande frequenti

Meglio un proxy IPv4 o IPv6?

Per quasi tutti gli usi è meglio un proxy dual stack: IPv6 dove il sito lo supporta e IPv4 ovunque. Un proxy solo IPv6 non raggiunge i siti che non hanno un indirizzo IPv6.

Un IPv6 viene bloccato più facilmente?

Dipende dall'origine, non dalla versione. Gli IPv6 di datacenter sono facili da riconoscere e spesso già segnalati; un IPv6 di un operatore mobile è quello che usano milioni di smartphone. Tieni presente che i siti valutano l'intero blocco, non il singolo indirizzo.

Come vedo se sto usando IPv4 o IPv6?

Apri Il mio IP con il proxy attivo: vedi l'indirizzo IPv4 e, se disponibile, quello IPv6. Il sito che visiti userà IPv6 solo se lo supporta.

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