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ProxyHub

Cos'è il CGNAT e perché gli IP mobili sono così affidabili

Pubblicato il · 3 min di lettura

Il motivo per cui gli IP mobili godono di tanta fiducia ha un nome tecnico: CGNAT. Capire come funziona aiuta a usare meglio un proxy mobile e a evitare gli errori che vanificano il suo vantaggio.

Il problema: gli indirizzi IPv4 sono finiti

Un indirizzo IPv4 è un numero a 32 bit: in tutto ne esistono circa 4,3 miliardi, e una parte è riservata a usi speciali. Già da anni i registri regionali che li distribuiscono hanno esaurito le scorte libere. Un operatore mobile con milioni di clienti non può dare un IPv4 pubblico a ogni telefono.

La soluzione degli operatori: il NAT su larga scala

A casa il router fa già una cosa simile: tutti i tuoi dispositivi escono su Internet con un unico IP pubblico, e il router tiene traccia di quale connessione appartiene a chi. Il CGNAT è la stessa idea portata nella rete dell'operatore:

  1. Il telefono riceve un indirizzo privato interno alla rete dell'operatore (spesso nel blocco 100.64.0.0/10, riservato proprio al CGNAT).
  2. Quando apre una connessione verso Internet, un apparato dell'operatore la traduce su uno dei suoi IP pubblici, assegnando una porta diversa per ogni connessione.
  3. Allo stesso IP pubblico, nello stesso momento, corrispondono connessioni di molti telefoni diversi.

Per un sito, quindi, un singolo IP mobile può rappresentare un gran numero di persone reali che navigano dalla stessa zona con lo stesso operatore.

Perché i siti non bloccano gli IP mobili

I sistemi antifrode assegnano un punteggio di rischio a ogni IP. Bloccare un IP datacenter costa poco: dietro c'è un server, non clienti. Bloccare un IP mobile invece può tagliare fuori in un colpo decine o centinaia di utenti legittimi, con perdite di vendite e lamentele.

Per questo gli IP mobili di solito ricevono limiti più morbidi e temporanei, e i siti si affidano di più ad altri segnali (cookie, impronta del browser, comportamento) per distinguere un utente dall'altro.

Conseguenza pratica: con un proxy mobile l'IP raramente è il problema. Se qualcosa va storto, cerca nel profilo del browser o nel comportamento delle tue sessioni.

E l'IPv6?

Con IPv6 gli indirizzi non scarseggiano: ogni dispositivo può avere il suo indirizzo pubblico, spesso all'interno di un blocco (prefisso) assegnato alla singola connessione. I siti ne tengono conto ragionando per prefisso invece che per singolo indirizzo.

Le reti mobili moderne sono dual stack: il telefono ha sia un IPv6 sia un IPv4 dietro CGNAT. Un proxy mobile dual stack ti permette di usare entrambi, e il sito sceglie quello che supporta.

Cosa significa per chi usa un proxy mobile

  • L'IP è credibile di partenza: non devi "scaldarlo" come un IP datacenter.
  • Il cambio IP è naturale: i telefoni cambiano indirizzo di continuo spostandosi e ricollegandosi, quindi una rotazione non sembra strana.
  • La geolocalizzazione è approssimativa: gli IP mobili sono spesso localizzati sulla città del nodo dell'operatore, non sulla posizione esatta del telefono. È normale e succede anche agli utenti veri.
  • Il resto del profilo conta: fuso orario, lingua e impronta TCP/IP devono essere coerenti con un utente mobile di quel paese.

Domande frequenti

Con il CGNAT altre persone usano il mio stesso IP?

Sì, nella rete dell'operatore lo stesso IP pubblico è condiviso da molti utenti. Con ProxyHub però il telefono e la SIM sono solo tuoi: nessun altro cliente ProxyHub usa il tuo dispositivo.

Come faccio a sapere se un IP è mobile?

Si controlla l'ASN, cioè l'organizzazione a cui l'IP appartiene: se è un operatore telefonico, l'IP è mobile. Con lo strumento Il mio IP vedi l'indirizzo con cui esci.

Perché il mio IP mobile risulta in un'altra città?

Perché i database di geolocalizzazione associano l'IP al punto in cui l'operatore lo fa uscire su Internet, spesso una grande città. È normale anche per gli utenti reali.

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